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	<title>Caffè bollente in tazza grossa .it &#187; SEM</title>
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		<title>Aziende, abbiate parte attiva nel web.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 15:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro.casagrande</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo secondo me]]></category>
		<category><![CDATA[SEM]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi prendo spunto da un post di [mini]marketing dove dallo schema sottostante, si evidenzia una tendenza ormai &#8220;ben&#8221; nota nelle aziende. Vorrei usare il termine di &#8220;brand knowledge&#8221; ossi tutte quelle componenti che rendono un brand noto, riconosciuto e desiderato dal target di riferimento. Vorrei semplicemente rispondere alla domanda: &#8220;Siamo sicuri che i significati che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Oggi prendo spunto da un post di <a title="[mini]marketing" href="http://www.minimarketing.it/2010/03/la-mappa-del-controllo-reputazione.html" target="_blank">[mini]marketing</a> dove dallo schema sottostante, si evidenzia una tendenza ormai &#8220;ben&#8221; nota nelle aziende.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter" style="vertical-align: middle;" src="http://www.minimarketing.it/wp-content/uploads/2010/02/download.png" alt="Controllo online delle informazioni" width="474" height="245" /></p>
<p style="text-align: left;">
<p>Vorrei usare il termine di &#8220;<a title="Brand Knowledge" href="http://drypen.in/branding/brand-knowledge-method-for-evaluating-brand-equity.html" target="_blank"><strong>brand knowledge</strong></a>&#8221; ossi tutte quelle componenti che rendono un brand noto, riconosciuto e desiderato dal target di riferimento.</p>
<p>Vorrei semplicemente rispondere alla domanda: &#8220;Siamo sicuri che i significati che la nostra azienda cerca di veicolare al suo pubblico della sua marca, siano effettivamente controllati dall&#8217;impresa?&#8221;.</p>
<p>La risposta è proprio racchiusa nel grafico di [mini]marketing.</p>
<p><span id="more-291"></span></p>
<p>Oggi, sempre più, possiamo dire che il <strong>brand</strong> non è di proprietà della marca ma, è di proprietà degli utenti, di coloro che entrano in contatto con la marca e si creano un&#8217;opinione, la stessa che può essere ben distante da ciò che l&#8217;azienda cerca di comunicare (Es. oggi la <a title="Filosofia di Toyota" href="http://www.toyota.it/toyota/corporate/filosofia/index.html" target="_blank">Toyota</a> scrive nel suo web site:&#8221;<em>Ogni auto prodotta è progettata con grande precisione: ciascun dettaglio è sottoposto a severi test di controllo durante tutto il ciclo produttivo, una particolare cura che si traduce nella straordinaria qualità delle vetture</em>&#8220;, ma siamo veramente sicuri che i consumatori la pensino così?</p>
<p>Il <strong>brand</strong> non è di proprietà dell&#8217;impresa ma è degli utenti. Sono loro che definiscono ciò che è vero e ciò che non lo è, ed oggi, questi utenti, hanno la voce molto più forte. A tale riguardo vorrei citare le ultime ricerche portate avanti dalla <a title="Forrester Research" href="http://www.forrester.com/rb/research" target="_blank">società Forrester</a> e presentarvi le seguenti tavole:</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://blogs.forrester.com/.a/6a00d8341c50bf53ef0120a7d7a3be970b-500wi" alt="Segmenti di utenti online" width="370" height="410" /></p>
<p style="text-align: left;">
<p>La società, evidenzia 7 segmenti di utenti. Ogni segmento ha un&#8217;approccio diverso al web, così come è ben specificato dallo schema soprastante. Tutte le percentuali sono andate ad aumentare se consideriamo gli <a title="Segmenti Forrester  nel 2006" href="http://i395.photobucket.com/albums/pp40/scribacchione/forrester-1.jpg" target="_blank" rel="lightbox[291]">anni passati</a>.</p>
<p>Interessante è vedere come si differenzino i 7 segmenti, se il target da noi considerato è:</p>
<ol>
<li>utenti tradizionali;</li>
<li>aziende(B2B).</li>
</ol>
<p>Ecco lo schema:</p>
<p>Profilo Utenti tradizionali:<br />
<iframe height="360" frameborder="0" width="510" scrolling="no" marginwidth="0" marginheight="0" src="http://www.forrester.com/groundswell/b2c_profile_tool/b2c"> </iframe></p>
<p>Profilo B2B:<br />
<iframe height="360" frameborder="0" width="510" scrolling="no" marginwidth="0" marginheight="0" src="http://www.forrester.com/b2btechno/"> </iframe></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">In entrambi i casi, sia che trattiamo di B2B che di utenti tradizionali, 5 segmenti su 7 hanno parte attiva nel web. Questi sono segmenti che hanno una grande influenza nella modifica della <a title="Identità di marca" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marca" target="_blank">brand identity</a> (cosa è brand per l&#8217;azienda) e nella creazione della <a title="Immagine di marca" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marca" target="_blank">brand image</a> (cosa è veramente brand per l&#8217;utente). Cinque segmenti su sette che devono essere visti come segmenti collegati fra di loro che hanno vita sul web e sui suoi mille applicativi (social network, blog, forum, community, email, mobile, altro).</p>
<p style="text-align: left;">Ritornando alla domanda: &#8220;Siamo sicuri che i significati che la nostra azienda cerca di veicolare al suo pubblico, circa la sua marca, siano effettivamente controllati dall&#8217;impresa?&#8221;, posso dire di no.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La marca ha una vita propria</strong> sia offline ma soprattutto online. Milioni di utenti hanno vita online, le loro azioni ben definite nei 7 segmenti di Forrester ci fanno comprendere la necessità delle aziende di monitorare la <strong>brand reputation</strong> soprattutto online, visto che oggi molti sono i tools che la rete consena, anche a basso costa, alle imprese, per aiutarle ad ascoltare i discorsi che gli utenti fanno sul brand.</p>
<p style="text-align: left;">
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