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Posizionamento del brand online – 3-10 fase – 10 steps brand positioning

28 Lug , 2012  

3  step: Brand image (communication)

Iniziamo a comunicare. Teniamo sempre sott’occhio gli obiettivi di markom. L’obiettivo di questa fase è di riuscire a creare nella testa del target un’immagine aziendale che sia coerente con l’identità definita nello step1.

Tipicamente le azienda hanno già un portale a loro dedicato. Questo è già il primo luogo online di posizionamento dei brand.

Iniziamo con il curare i portali dedicati ai business tramite la pubblicazione di contenuti. Comunichiamo tramite post, video, immagini. Fondamentale per il successo è la COERENZA e l’AGGIORNAMENTO. Coerenza fra ciò che dico e ciò che sono realmente. Le bugie online hanno le gambe molto corte e sono molto pericolose. Ancora,  importante è l’aggiornamento. E’ opportuno evitare di avere un portale non aggiornato e trascurato perché ne va dell’immagine aziendale, che risulterebbe sciatta e trascurata. Un pensiero che si trasferirebbe anche sui prodotti che vogliamo vendere.

4  step: Brand Relationship

La ricezione di una richiesta proveniente dal mondo web (email, commenti, commento sulla pagina facebook, altro) potrebbe essere l’inizio di una relazione che può spingersi fino alla vendita. Dobbiamo essere pronti e aperti a questo. Operare online significa identificare un referente aziendale incaricato di costruire dei contenuti ad hoc, essere presente online e se serve, rispondere ai commenti positivi o negativi che siano. Dietro un commento negativo si nasconde un’opportunità di miglioramento.

5  step: Brand Awareness

Rendiamo i nostri brand noti e riconoscibili anche online. Il nostro target è online, spesso opera online nel suo tempo libero quando è meno attento a bloccare qualunque fonte di promozione da parte delle aziende. Una continua attività di comunicazione fatta anche online oltre a consentire una riduzione di impegno economico rispetto al costo della promozione di un brand con gli strumenti tradizionali, consente di continuare a promuoversi con un respiro alle volte impensabile: filmati che in poche ore sono stati visti da migliaia di persone, informazioni utili che rimangono online sempre nello stesso posto con utenti che ritornano. Se solo pensiamo ai Social network, con la possibilità di rendere visibile la propria “comunicazione” a migliaia di utenti in tutto il Mondo.

Fondamentale a mio avviso un concetto: ”Comunicazione integrata”. Bisogna continuare ad utilizzare gli strumenti di comunicazione tradizionali ma con un’apertura verso i “nuovi” canali di comunicazione ad esempio: proprio il web. A mio avviso il piano di comunicazione che si dovrebbe costruire ogni volta si vuole comunicare qualcosa, deve iniziare a considerare il “cosa fare online”. I nostri competitors già lo fanno.

Quanto tempo serve per comunicare?

La parola d’ordine è pianificazione. Per ogni brand/target e quindi portale comunichiamo affrontando i temi che si affrontano nel portale. La pianificazione ci consente di preparare alle volte anche per mesi i contenuti che in pochi istanti possiamo caricare online. In ogni comunicazione dovrà essere sempre ben presente la fonte cioè il sito web del brand aziendale.

6  step: Brand Tasting

L’obiettivo è vendere! La finalità delle mie comunicazioni è fare in modo che l’utente web provi il brand entrando in un negozio e acquistando. Certo, anche la vendita online non ci dispiace ed io credo nel canale e-commerce, perché sono sempre più gli utenti che si informano su un prodotto online, lo verificano in negozio e poi lo comperano online. La costruzione dell’immagine dei brand nella testa degli utenti (step3) dovrà essere in grado di convincerli che i brand proposti sono le soluzioni alle loro necessità e che vale la pena provarli.

7  step: Brand Reputation

Ora stiamo comunicando. Non ci interessa sapere cosa si dice di noi online? Siamo sicuri che quando si cita il nome di uno dei brand posizionati, se ne parla bene?

Con semplici software siamo in grado di calcolare la reputazione dei nostri brand proprio online. Da qui la rilevanza dei software di statistiche non solo per capire cosa gli utenti guardano nel nostro sito ma anche per capire quando si parla (sempre online) di un brand, cosa si dice e dove se ne parla, così da seguire le conversazioni. Sarà interessante raccogliere questi feedback che alle volte hanno permesso alle aziende di accorgersi di alcune debolezze e reagire. Utenti scontenti che lasciano commenti online negativi, possono essere molto pericolosi, soprattutto perché i commenti rimangono lì. Se voglio comperare un prodotto costoso la prima cosa che farei sarebbe acquisire ulteriori informazioni online. Entro in un sito e trovo il commento di un utente che parla male proprio di quel modello a cui ero interessato. Il mio livello di rischio percepito crescerà e forse la scelta d’acquisto ricadrà su una marca di qualche competitor. Ecco quindi i software “free” che consiglio di utilizzare e che se ben settati in pochi click sono in grado di dare importanti informazioni:

Google analytics: installato su tutti i nostri portali web: ci consente di monitorare tutto ciò che accade sul nostro sito web, quali sono gli argomenti di maggiore interesse degli utenti, capire dove si parla di noi online, da dove vengono i nostri visitatori

Web CEO: consente di analizzare il SEO: riguarda l’ottimizzazione da fare sui nostri portali web con il fine di rendere i portali fra i primi risultati nei motori di ricerca

Insight dei Social Network (fecebook, youtube, twitter) sono tutti i software di statistiche con il fine di analizzare ciò che accade sui Social Network dove i brand sono posizionati

Allert dei motori di ricerca: ci consentono di ricevere messaggi ogni volta viene citato il sito web e/o nome del brand che vogliamo monitorare

Software opensource che consente il monitoring di tutti gli aggiornamenti che vengono fatti nei siti web dei competitors

Questi i principali software che se ben settati sono in grado di dare una panoramica completa di tutto ciò che accade online.

Il consiglio è che il referente periodicamente vada a stilare un report da presentare al management così da informarlo su cosa sta succedendo sul canale di vendita online. Un report che prende il nome di OBT: Online Brand Tracking.

8  step: Brand Loyalty

Anche la comunicazione se ben fatta e pianificata e soprattutto targettizzata (selezione dei portali web ad hoc) è in grado di spingere il target a fidelizzarsi al brand. Il web può aiutare in questo con una serie di progetti volti proprio a fidelizzare la clientela. Molti sono gli esempi che si possono fare: TIM, VODAFONE, EDISON, tutte società che usano il web anche per questi scopi. Ciò che propongo è partire dall’analisi ABC che identifica i cluster di clienti/fatturato per iniziare a sviluppare delle attività online volte a rendere la relazione brand-target sempre più stretta. Nel momento in cui c’è una riduzione di fatturato sul cluster, subito si attivano su questo delle promozioni online.

9  step: Brand Evangelist

L’evangelizzatore è l’utente fidelizzato che parla bene del nostro brand. E’ talmente coinvolto nel “mondo del brand” che lo compera e lo promuove (es. adesivo della mela apple sulla macchine). Online è facile reperire chi sono questi soggetti. Coinvolgere questi utenti può essere spunto per interessanti innovazioni e idee. Online possiamo anche reperire utenti che parlano male del brand, al referente il compito di “curare queste ferite”.

10 step: Brand Retention

Ultimo step da far seguire ai nostri brand per portarli al successo. L’obiettivo della retention è trattenere i clienti e incrementare il numero dei fidelizzati. La proposta è attivare delle attività post-vendita o post visita sul nostro sito web. Dopo la vendita proprio grazie al tagliandino allegato al prodotto, il cliente è invitato a iscriversi al sito internet del brand così da ricevere oltre alla newsletter anche eventuali certificati di garanzia e/o promozioni. Sul web la retention è calcolata tramite i software di statistiche installati sui portali come quante volte lo stesso utente ripete una certa azione: acquista tramite portale web, viene a visitare il sito web del brand a cui è interessato, altro.

 

 

 

 

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2 Commenti

  1. Marcela ha detto:

    I think the admin of this website is actually working hard
    for his site, because here every data is quality based data.

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