Il mondo secondo me

Napoli, un sogno

16 Ago , 2007  

Mamma mia che caldo che ho oggi!!

Questa è stata la prima frase che ho pronunciato questa mattina appena sveglio.
Denoto che più i giorni di ferie passano e più dormo. Se il primo giorno alle 8 di mattina ero operativo adesso ho un delay un pò più sostenuto. Diciamo che prima delle 12 l’ufficio non apre.

Aimè, la pacchia durerà ancora per poco. Fra pochissimi giorni la casa si ripopolerà.

Cosa dicevo? Ah si, il caldo o meglio, gli ultimi caldi. Qua da noi è così, proprio dopo ferragosto arriva una settimana di pioggia che abbassa notevolmente la temperatura e si attende, a mo’ rugbista che fermo immobile attende l’avversario che avanza verso lui, l’inverno. Non ci sono più le mezze stagioni (frase fatta e fastidiosa).

Caldo gran caldo che a chi se ne sta in casa a bloggare o a giocare a Grand thief auto fa letteralmente squagliare.

Dannazione figlioli ho appena seguito una puntata su MTV. Si intitolava “Napoli luglio 2007″.
Che nostalgia di quei posti!! Ma non solo dei posti che sono veramente splendidi ma nostalgia anche della gente che vive li.

Iniziamo dai posti, sono magici. E’ tutto magico.

Parti da Venezia con l’aereo, ti alzi in volo e ammiri Venezia, città splendida ma inquinata dalla nebbia di Mestre che rende letteralmente impossibile ammirarne i contorni che appaiono poco definiti.
Passi tutto il viaggio, 40 minuti in tutto, con la testa fra le nuvole, letteralmente fra le nuvole.
Ad un certo punto lo “speaker”.. il capitano.. avvisa che l’aereo si sta preparando per l’atterraggio.
Tu ti assicuri velocemente al sedile, un bel respiro e sei pronto a scendere.

Dai un’occhiata dall’oblò e…

Mamma mia che spettacolo. Ti si apre proprio sotto i tuoi piedi tutto il Golfo di Napoli.
Immaginatevi dell’acqua di un blu puro che si frantuma su degli scogli completamente bianchi. Arroccate su queste punte, trovate delle ville da 1000 e una notte, ombreggiate da fastose Palme.
Mano a mano che scendete la foto inizia a muoversi e a prendere vita.

L’aggettivo giusto è “intensità” e “complessità“. Non è frenesia ma “vitalità“. E’ la gente di Napoli che si muove e come il bimbo che nascente urla per dire:”Sono vivo”, stessa cosa, la gente qua è chiassosa, rumorosa perchè vivace è l’anima e il loro aspetto.

Sempre più bassi e allineati a CapodiChino, adesso Ischia si vede con sempre più dettagli. I miei occhi arrivano quasi a toccare Procida, che è veramente a pochi passi. Passiamo Capodimonte e un piccolo scossone ci fa capire che siamo atterrati.

L’aereo è in perfetto orario, quasi una rarità ai nostri giorni. Piccola domanda: Se Alitalia, o meglio i sindacati, continuano a difendere l’occupazione, non è che il futuro della compagnia è quello di finire come Trenitalia?

Siamo dentro la città. Scendi dall’aereo e sei subito uno di loro. Ti immergi nella loro cultura.

Nell’architettura ci sono le tacce dei Borboni, dei Greci, degli Africani e c’è ancora qualche cimelio degli Americani. Un bagaglio culturale complessissimo che forma lo spirito e la mente di questa gente, spesso insultata.
L’ università di Napoli, intitolata a Federico II, prepara proffessionisti, avvocati,commercialisti, letterati che trovano spazio nelle più alte cariche istituzionali. Università che si data dalla generalis lictera dell’Imperatore svevo, inviata da Siracusa il 5 giugno 1224. Se leggete la sola storia che ha avuto la sola Università di napoli rimarreste a bocca aperta.

Passeggi per queste via strette ma che trasportano centinaia di persone tutte indaffarate a far chissà che.

Ben scortato dalla “famiglia”, osservo e chiedo. Parlo con le persone che vedendo che non sono da la, si fermano e prima di tutto mi baciano e mi stringono. In ogni loro gesto c’è la vita, la passione. La loro vita è un tango e tu, forestiero, sei trascinato e amaliato.
Una poesia recita così:”

Il tango è un sentimento.

Un groviglio di pensieri non detti, di gesti esibiti, di sottili intenzioni
è un perdersi e lasciarsi nel controllo di sè
è l’intuizione precisa e inesprimibile, il rigore di una seduzione latente.

Il tango è blu
come la malinconia
dolce, struggente oppure divertita
quasi impalpabile seppur tangibile.

Blu come il colore che hai dentro, nel fondo, e
se leggi bene, non è scuro, ma ha le gradazioni più diverse
come i sentimenti
come il blu.
[tango 99]
Questa è Napoli, signori. questa è la vera Napoli.

Roberto Saviano parla di una Napoli deforme e mostruosa ma la città, la vera città non è droga e delinquenza.
Non è la Napoli di Pina Cusano o di Pietro Innocenti o di chissa quanti altri mille scrittori. La vera Napoli è quella della gente onesta che dimenticata dalle istituzioni cerca di sopravvivere in situazioni delle volte disumane e maledette.
Andate a vedere come si vive nelle famose “Vele”, Secondigliano, Scampia, Forcella, Q.Spagnoli. Dov’è lo stato?

Andate al porto di Napoli dove nei container trovate cinesi morti e ammassati pronti per il rimpatrio in Cina.

Dov’è lo stato? Ma lo stato chi è? Noi?

Napoli da amare o da odiare. Tutto dipende dove sei nato. Puoi essere re o schiavo.

Tutti i sensi sono coinvolti in un “orgia complessissima”.

La vista è abbagliata dal sole e dai magnifici palazzi che architetti diversissimi hanno disegnato, ancora, la vista, conta le mille rughe che segnano il volto degli anziani pescatori, che silenziosi sanno gia tutto di chi sei e cosa stai provando.

L’olfatto si muove anche lui, cercando di assaporare tutti gli odori che il posto emana, sprigiona. La gente i cibi il mare, il pesce. Le mille cucine degli altrettanti 1000 ristorantini che legalmente o no lavorano assiduamente in queste zone.

Il tatto invece è impegnato a toccare, stringere e baciare perfetti sconosciuti che ti danno il benvenuto con occhi sinceri.
Se a Napoli ti chiedono, come stai, è perchè lo vogliono Veramente sapere e ascoltano la risposta. Ma come fai a dire al titolare del negozietto che a stento arriva a fine mese e deve sfamere otto figli, “Sto male”? Non esiste.

L’udito. A Napoli si parlano mille lingue. Troviamo il Beneventano diverso dal Napoletano e incomprensibile per noi del nord. Toviamo le mille lingue dei turisti e le altrettante mille sfumature che Napoli regala in quartieri diversi. Parole italiane storpiate o che arrivano dall’ oriente, riempiono le urla della gente perchè a Napoli non si bisbiglia e se non mi credete, andate al mercato. Tutto sentite e trovate. Mi raccomando fatevi accompagnare:)

E il gusto? Non un post basterebbe. Interi libri di cucina cercano di descrivere cosa si prova quando, seduto in un ristorantino, arroccato sugli scogli mangi. Tutti i palati saranno soddisfatti perchè non solo pesce si cucina. E nello stesso piatto tutti i sensi sono inebriati e sedotti.

Mamma mai che esperienza e che ricordi.

Uno sguardo al Golfo di Napoli

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5 Commenti

  1. boddhale ha detto:

    ma questo post è bellissimo! io sono di Benevento…e pensa che a Napoli non ci sono mai stata, se escludiamo la stazione…ma è già un bel po’ che voglio vederla, e tu mi hai convinto ancor di più! almeno per me il dialetto non sarà così incomprensibile…almeno spero…e poi io giù mi sento a casa

  2. E quindi tu sei di Benevento.. Ma lo sai che mia mamma è nata a Benevento e che conosco perfettamente la città. I miei nonni abitano in Via Salvator Rosa, accanto a Lazzarino, il despar. Sali per il corso e sei arivata.

    Benevento è carina, il centro è molto bello. Adesso è da un pò che hanno rifatto la Villa. un vero spettacolo..
    i miei sono a BN domani, ti faccio salutare la città🙂

    Ciao signorina

  3. boddhale ha detto:

    eheh mi sa che conosci la città meglio di me! io è da un bel po’ che non ci vado, però vorrei tornarci, per salutare la mia città (per ora ci penseranno i tuoi allora!)…si la villa l’han messa a posto, ma hanno anche rifatto parte del corso…pensa che han tolto la pietra lavica per metterci il porfido…sono pazzi! che poi avevano cambiato anche tutti i sensi di marcia quando sono stata là l’ultima volta…mia nonna abita proprio di fronte al duomo!

  4. Dai che magari ci siamo anche visti in giro per BN:).

  5. danilo ha detto:

    mi piace sentire il sapore del mare di napoli incrociare il sorriso delle donne. Che camminano per le vie il sole che batte forte ma ti accarezza la pelle poi ci i scunnizzi che per strada alluccano e fanno o’ burdell napoli non vuole cambiare qui dove risiedeva la regina margerita la citta’ dei saraceni dei pulcinella…nessun esempio di vita migliore. Liberta, e gioia di vivere
    Liber vi

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