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Appunti di marketing: linee guida per la creazione di un brand – il manuale di Corporate Identity – parte 12

24 Mar , 2013  

DISEGNARE IL BRAND: LOGOTIPO E LETTERING

RETICOLO GRAFICO

Il reticolo grafico è uno strumento utile per la creazione di loghi. Riguarda la  quadrettatura di un foglio di carta completamente bianco. La quadrettatura di una superficie è la più semplice e elementare strutturazione modulata: divide lo spazio bidimensionale in parti uguali e da la possibilità  di occuparlo in molti modi diversi appoggiando le forme scelte per il logo alle linee di modulazione.   Si consiglia di iniziare con il scegliere delle forme elementari ossia: cerchio, quadrato e triangolo. L’idea è di spostare questi elementi della composizione sul reticolo grafico e infine, trovato l’equilibrio visivo, si fissano.<Munari>

<Frutiger> Per superare l’ansia che può venire contemplando un foglio bianco, è utile dividerne la superficie con una griglia sulla quale costruire un segno.

STRUTTURA MODULARE

La struttura modulare riguarda l’uso di forme elementari al cui interno iscrivere il logo e il lettering. Es. Tra le forme elementari scelgo il quadrato. Questo diventa la mia unità  di misura. Il logo e il lettering deve essere iscritto all’interno di questo quadrato o più quadrati ma importante della stessa dimensione. In questo modo logo e lettering daranno un senso di proporzionalità .

<Noorda> Per la segnaletica della metropolitana di New York ho sviluppato un sistema partendo da moduli quadrati della misura di un piede, che potevano aumentare proporzionalmente. Con questo principio ho potuto fare tutto con grande precisione, e inserire le informazioni necessarie all’interno degli ingombri, fissando anche le grandezze dei caratteri.

<Munari> Non pensate prima di fare. Non cercate di farvi venire un’idea per fare la composizione. Spesso un’idea preconcetta mette in difficoltà  l’operatore. Bisogna solo esplorare le possibilità  dello spazio modulato conoscere che tipi di forme nascono dalla modulazione quadrata e come si collegano. Non pensare prima vuol dire lasciare fuori la ragione e usare l’intuizione, cominciare a disporre a caso le forme, raggruppare, dividere, cambiare, raggruppare, spostare, ruotare, girare il foglio, cambiare, finché la composizione stessa delle forme che lentamente hanno preso consistenza può suggerire il modo di finire la composizione. Si capirà  così il reticolo quadrato e che cosa può dare, sempre per la famosa faccenda che ogni strumento ha la sua resa ottima, spontanea, naturale, dalla quale nascono forme logiche che danno una soddisfazione visiva come le cose non forzate, non faticate, semplici e naturali.

<Noorda> 1972: modernizzazione del logo Eni: cane a sei zampe. Il logo era sempre stato utilizzato troppo liberamente su fondi diversi e applicato in modo spontaneo dai diversi gestori degli impianti. Bisognava far ordine e trasformare quel disegno in un marchio vero e proprio. Creare una gabbia strutturale e un codice cromatico ben preciso. La mia proposta fu di inserire il cane all’interno di un quadrato di colore giallo con gli angoli smussati, una struttura modulare da utilizzare per le insegne. L’ho praticamente tagliato in due con le forbici, ho avvicinato le due parti, ho spostato qualche gamba e ho modificato l’inclinazione di qualche grado verso il basso, per renderlo più stabile. Dopo aver affrontato il problema del marchio bisogna passare al logotipo e alla possibilità di ideare un carattere tipografico istituzionale (font). Il carattere tipografico scelto fu Standard Bold, modificato e reso più personale, più aderente cioè al contesto, con l’inserimento di una sottile linea bianca inscritta all’interno di ogni singola lettera, così da evocare l’idea della strada con le due diverse corsie della riga bianca. Ultima fase la creazione dell’immagine coordinata ossia l’applicazione del marchio a tutti gli strumenti di comunicazione.

QUALE FONT UTILIZZARE?

La ricerca dei caratteri tipografici deve portare a una scelta di leggibilità , perciò è meglio attingere a famiglie di caratteri già  affermati e riconosciuti. Questa è una cosa che i giovani devono capire: bisogna prima conoscere, e poi cercare la propria libertà  <Noorda> A tal fine: libro dei font o la cartella font del computer.

L’IMPORTANZA DEL SEGNO NELLA CREAZIONE DI UN MARCHIO

Ogni disegno è fatto da segni e si può dire che è il segno che sensibilizza il disegno. Prendiamo in considerazione il segno prima del disegno. Sensibilizzare il segno significa dare una caratteristica grafica visibile per cui il segno si smaterializza come segno volgare, comune, e assume una sua personalità . Come si può quindi personalizzare un segno? Usando strumenti diversi su carta o superfici diverse. Un segno fatto con il tiralinee è freddo e meccanico, fatto a mano con una penna a sfera lo è già meno. Considerandosi il designer completamente libero di usare materie e strumenti alla ricerca della sensibilizzazione del segno, egli può costruirsi tutto un campionario di possibilità  che potrà  usare al momento opportuno.<Munari>

REGOLA DELLA PROPORZIONALITÀ’ di Steiner: le fotografie ed altre illustrazioni nei libri sono generalmente di misure e proporzioni varianti. Quando coincidono con altre dimensioni delle aree del testo, esse si conformeranno automaticamente alla struttura del layout. Quando differiscono dalle proporzioni delle aree del testo, entrerà  in gioco il principio di rapporti in composizione, misure, ecc.

QUALI COLORI UTILIZZARE

Il nostro occhio percepisce 6 colori primari: blu, giallo, rosso, verde, nero e bianco, ma la mente umana li interpreta in modo differente. Ad un’interpretazione profondamente radicata nella nostra storia biologica si aggiungono valori culturali, differenti a seconda di epoche e provenienza. Nella comunicazione, non solo aziendale, i colori hanno comunque delle valenze ben definite e trasmettono emozioni e messaggi chiari.

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In sintesi
Appunti di marketing: linee guida per la creazione di un brand - il manuale di Corporate Identity - parte 12
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Appunti di marketing: linee guida per la creazione di un brand - il manuale di Corporate Identity - parte 12
Descrizione
Appunti di marketing le“ linee guida per la creazione di un brand 12parte - Come costruire il manuale di Corporate Identity.
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3 Commenti

  1. ilaria ha detto:

    Questo e’ il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realta’ vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si e’ parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

  2. @Iaria: dici sul serio? 🙂

  3. Anonimo ha detto:

    I am in fact thankful to the owner of this web site who has shared this wonderful post at at this place.

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