Il mondo secondo me

Lourdes: un posto magico

27 Set , 2007  

Ciao sono Francesca Pia, ho cinque mesi e quella pazza di mia madre ha deciso di portare me e Paola, la mia sorellona di due anni e mezzo, a Lourdes per ringraziare.

Già, facciamo un passo indietro.Tutto è cominciato il 24 luglio con l’incendio del Gargano.

Eravamo al mare con la mamma ed i nonni quando le fiamme hanno raggiunto il nostro villaggio. Che caldo e che fumo! Paoletta ed io facevamo fatica a respirare ed eravamo troppo piccole per poter scappare via mare, in più Paola si era fatta male ad un braccio e piangeva. Ad un certo punto la mamma ha detto: se ci salviamo andiamo dalla Madonnina di Lourdes. Poi ci hanno messe sul passeggino, trascinate in spiaggia, caricate sul gommone del bagnino Matteo che finalmente ci ha portate in salvo.

Peschici brucia Peschici brucia Peschici brucia

Pensavamo che la mamma avesse scherzato, invece, appena tornate a casa è andata in agenzia di viaggio con i nonni ed ha prenotato il pellegrinaggio a Lourdes.
Nessuno di noi ha voglia di partire, ci hanno detto che piove sempre e c’è un sacco di gente e tanta confusione…
Ci imbarchiamo all’aeroporto “Valerio Catullo” di Verona alle cinque del mattino e Paola entra nella cabina di pilotaggio. Che fortunata!
Alle nove e mezza inizia la sorpresa: dall’oblò si vede il sole ed i Pirenei sono magnifici e qui tutto è verde. Che bello!

La corriera ci porta in albergo. Anche dalla nostra camera si vedono le montagne ed è vero … la strada è disseminata di hotel, bar, ristorantini e piccoli negozi che vendono souvenir religiosi e non.
Percorriamo la breve strada che ci separa dai santuari, varchiamo il cancello e qui tutto cambia: silenzio, preghiera, ordine, raccoglimento.
La gente che viene a Lourdes è gente che soffre o ha conosciuto la sofferenza e gente che cerca di lenire il dolore altrui. Un’interminabile fila di carrozzelle ci sbarra il passo. Quante persone malate, e ci sono anche bambini che stanno male.

Aveva ragione la mamma: bisogna ringraziare, ma non solo per lo scampato pericolo dell’incendio.
E poi qui si respira un’atmosfera indescrivibile: l’immensa basilica del Rosario, costruita con la pietra del tempo, si staglia maestosa contro l’azzurro del cielo ed il verde circostante. E dire che la Madonna a Bernadette aveva chiesto solo una cappella!

Fiancheggiamo la basilica ed arriviamo alla grotta dove Nostra Signora apparve a Bernadette 150 anni fa. Qui è ancora più suggestivo: un leggero fumo, quasi una sottile nebbia, si leva dalle migliaia di candele votive accese intorno alla grotta e sale verso il cielo, quasi a trasportare le preghiere dei pellegrini. Entriamo nella grotta, tutti sono in silenzio o in preghiera, nessuno grida, nessuno passa avanti, ci bagnano con l’acqua benedetta. Poi i nonni ci portano alle piscine. Anche qui centinaia di persone aspettano il proprio turno recitando il rosario, che strano! Tanti sono malati. Diciamo una preghierina, diamo un bacino alla Madonnina e … che freddo … ci immergono nell’acqua benedetta.
Partecipiamo alle funzioni, alla processione Eucaristica, alla via Crucis in montagna (Paola ha visto persino uno scoiattolo) ed alla Messa internazionale nella basilica sotterranea di San Pio X che contiene ben 25000 persone. Non avevo mai visto tanti sacerdoti tutti insieme e tante persone!
Per me qui è una festa: sono la mascotte del gruppo, tutti mi prendono in braccio e mi sorridono. E anche Paola è felice, perché ha una nuova amica: Marialuisa. Sono inseparabili. Marialuisa le ha insegnato a cantare “Laudate Mariam” e la sera vanno insieme alla processione con le candele.
Anche la processione è bellissima: migliaia di lumini illuminano la spianata davanti alla cattedrale e le scale ed i ponti della cattedrale; mi piacerebbe fotografarli, ma forse è meglio di no, perché una fotografia non potrebbe riprodurre i sentimenti che si provano qui.
Solo chi ha vissuto questa esperienza può capire.
Ecco perché le persone tornano in questo posto magico!
Speriamo che la mamma ci riporti.

Il campanile del Santuario di Lourdes Il Santuario di Lourdes Fedeli in coda silenziosa Flotta di sacerdoti a Lourdes La famigliola bellunese a Lourdes

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3 Commenti

  1. Barbara ha detto:

    Ale sei cattolico praticante?
    …senza offesa, io sono credente ma mi sto forgiando purtroppo un’opinione sempre più difficilmente conciliabile con la mia religione, non senza difficoltà e dispiacere. A parte questo preambolo, ritengo che Lourdes e tutti i luoghi che muovono persone in pellegrinaggio nella speranza di una grazia o di un miracolo non siano altro che un enorme macchina economica. Per ricevere la grazia dal Signore non c’è bisogno di fare un viaggio materiale, basterebbe farlo spirituale ed interiore ma con amore e sincerità, per chi ancora crede.
    Si è lottato contro l’improprio uso di feticci sacri e poi si ha bisogno ancora oggi di aggrapparsi ad un luogo per simboleggiare il Signore…..concetto abbastanza in contrastoi con i principi della religione Cattolica.

  2. Io sono daccordo con te.

    Il vero credo non è economia. L’economia è fatta dall’uomo, che ne approfitta, soprattutto per questioni religiose con medagliette, stemmi etc.

    Un pò come andare a Venezia, che i negozi sono pieni di tutto e niente.

    Certo la Chiesa è costituita da persone e come persona il comportamento può essere più o meno adeguato. Sappiamo tutti cosa ha fatto la chiesa nel passato e anche oggi ma, la fede non è l’uomo, è il rapporto tra te e un entità (chiamiamola così) a te sconosciuta.

    Io a Lourdes non ci sono mai andato ma c’è qualcosa che spinge milioni di persone ad andare e a ritornare. E’ questa la cosa che mi turba e che mi fa pensare.

    Gente semplice e professionisti prenotano un anno prima il loro posto in mezzo ad ammalati in un treno che viaggerà per lunghe ore. E poi code infinite per entrar nel santuario.

    Molto meglio starsene a casa o andare in vacanza al sole e mare…

    Invece no, migliaia di persone si incontrano a Lourdes. C’è chi ci va per avere una grazia perchè ha un male inguaribile, c’è chi ci va per ringraziare da uno scampato pericolor..

    Lourdes è solo un luogo fisico dove le persone possono incontrarsi, conoscersi, distaccarsi da una realtà che lascia poco tempo per pensare e perchè no, anche per pregare.

    Certo puoi pregare anche mentre sei in giro o nella tua stanza ma rimane il fatto che questi luoghi lasciano nelle persone al loro ritorno una gioia diversa da quella che hanno sempre provato e conosciuto. E’ come se tornassero rigenerate.

    Non so spiegarti come e perchè, in quanto non ho mai fatto una esperienza di questo tipo.

    Circa Lourdes, la città si spezza in due, una parte commerciale e poi, attraversate delle solide mura, la parte spirituale dove trovi tutte le chiese. Qua regna il completo silenzio e la preghiera. Niente negozi. Un ottimo luogo per il raccoglimento.

    Adesso devo andare.. Ciao Barbara e se c’è qualcosa, sai dove trovarmi.. see you

  3. DONATELLA ha detto:

    IO sono credente e praticante, vado in pellegrinaggio nei vari siti, non per moda, cuoriosità o abitudine, ma perchè c’è in me una sorta di richiamo di… forza d’attrazione! Andare a Lourdes o a Medugorje non è stata una vacanza o una passeggiata tanto per fare qualcosa. No, assolutamente. E’ stato un viaggio di amore, di speranza, di preghiera, di raccoglimento. Quando ero lì, io non riuscivo nemmeno a fare una foto col cellulare! Preferisco invece, ricordare dentro il mio cuore o nella mia mente la preghiera e lo sguardo del mio casuale vicino, o l’abbraccio e la stretta di mano di un giovanissimo frate cappuccino di colore, che cantava il Magnificat con un’ intensità che io neanche se capassi cent’anni e mi prostassi faccia a terra riuscirei mai a fare. L’amore verso Dio, la Madonna, Gesù è qualcosa che non si può ragionare, razionalizzare, credere oppure no, o c’è o non c’è. Non c’è nulla di più bello quando nel mio cuore io dico: Gesù mio io TI AMO CON TUTTO IL MIO CUORE, CON TUTTA LA MIA MENTE, CON TUTTA LA MIA ANIMA.AMEN

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