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Idea e bellezza

9 Mar , 2013  

DA DOVE VIENE L’IDEA?

Sicuramente il brief aiuta ma per Noorda non è possibile raccontare come vengono le idee. È una cosa che non si insegna; un processo lento, solitario, in cui devi creare e lasciar decantare, per poi giungere alla sintesi. Lì sta la difficoltà, ed è proprio quello che ho sempre cercato di far capire ai miei allievi che, impetuosi come tutti i ragazzi, sono convinti che basti “buttare giù un’idea” per convincersi di aver trovato la soluzione. E invece no, la soluzione è ancora lontana; è lì, ti guarda, ma bisogna saperla vedere. Più che altro si può insegnare e imparare un metodo per conseguire un risultato.<Noorda>

Sono un clown e faccio collezioni di attimi. (Boll)

Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione, in qualche modo loro sanno cosa volete veramente diventare. Tutto il resto è secondario (S. Jobs)

Se avete costruito castelli in aria, il vostro lavoro non deve andare perduto; è quello il luogo dove devono essere. Ora il vostro compito è di costruire a quei castelli le fondamente (Thoreau)

Nulla inizia prima di un sogno ( )

Gli innocenti non sapevano che l’impresa fosse impossibile. E’ per questo che la fecero. (Russel)

 

BELLEZZA

<Munari> La bellezza nasce da vari tipi di codici estetici i quali mutano secondo la civiltà dei popoli. Ogni codice ha un suo tipo di bellezza e possiamo anche dire che per ogni momento, per ogni problema, per ogni caso, c’è un tipo di bellezza diversa. Il designer quando progetta qualcosa non si preoccupa che la forma sia coerente con la funzione, compresa quella psicologica. Si preoccupa caso mai che il tutto risulti un insieme logico e armonico. Questo tipo di coerenza formale o estetica della logica si trova anche in natura nelle forme spontanee: quelle forme spontanee che hanno un minimo essenziale di struttura come l’uovo, le nervatura di una foglia, la spirale crescete di una conchiglia e via dicendo. Non è vero quindi che quando una cosa è bella, questa qualità venga capita da chiunque anche da una persona senza cultura. E di conseguenza non ha nessun fondamento l’antica regola popolare che dice:non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Secondo questa regola anche il rospo è bello per la rospa. Si potrebbe dire semmai che secondo il codice estetico dei rospi la rospa risponda perfettamente a certi canoni di bellezza, secondo i quali forse è brutta la Venere del Botticelli.

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