marketing

1 Puntata: Blog nel mondo

4 Ago , 2007  

Un questionario qualitativo compilato da 10 esperti blogging internazionali ed un’ indagine quantitativa fatta su 300 aziende di 10 paesi diversi ha dato i seguenti risultati:

-Meno del 5% delle compagnie con presenza nel web, hanno un blog aziendale;
-Solo negli Stati Uniti si sta assistendo alla creazione di blog aziendali su reti aziendali;
-In altri paesi l’ uso del blog aziendale è ristretto al marketing, comunicazione e alle nuove media agencies;
-Nelle zone dell’ Asia ci sono delle barriere che rendono difficile l’utilizzo come media, dei blog aziendali in quanto la fiducia risiede in ciò che si definisce “business tradizionale” che crea il suo valore, in una gestione e comunicazione “face to face”;
-In Europa ci sono delle barriere che rendono difficile l’utilizzo dei blog aziendali in quanto del loro utilizzo, sono incerti benefici e l’utilità dei miglioramenti apportati. In più c’è una generica sfiducia sull’ uso di tecnologie non ancora assodate;

-Nella realtà si nota come in America il blog aziendale sia più diffuso che nel resto del mondo ma questo non perché le imprese lo rifiutano ma, perché molte imprese non conoscono affatto questo nuovo strumento.

Lo studio è quindi focalizzato sui blog aziendali consolidati quindi: blog che sono permanenti, outwardfacing e opinion-driven.

Decisioni rilevanti sul blog aziendale:

Il fine della ricerca è stato quello di definire una vera e propria guida.

La guida “ 4 STEPS to BLOGGING ” aiuta le imprese a decidere se dar vita o no ad un blog.

La guida presenta una serie di strumenti e schemi sintetizzati nei seguenti punti:

-Se le imprese intendono dar vita ad un blog e usufruire di tutti i benefici che può dare, devono curarlo costantemente se no è meglio non farlo. I tentativi sono visti come uno spreco di soldi e basta;
-Il blog aziendale richiede un significativo investimento di tempo, competenze e capacità. Tempo e capacità possono essere ricercate all’esterno dell’ impresa, le conoscenze no. Quindi è sempre necessaria la partecipazione di personale interno ben formato che lavori nel blog per almeno 5 ore a settimana;
-Non è vero che pagare personale esterno per postare nel blog sia meno costoso che svolgere da soli questa attività in quanto il costo è proporzionale alla qualità dei contenuti;
-Il punto forte del blog sta nella sua capacità di collegare una conversazione a tante di queste, si viene a creare così, una rete di stakeholders;
-Relativamente agli obbiettivi individuali d’azienda, come l’aumento della morale o del network, si è visto che sotto un’ analisi dei costi, il punteggio che si da ai blog è più basso rispetto al punteggio che prenderebbero i tradizionali metodi. Metodi più specifici che danno il loro contributo solo ad aree ben specifiche. I blog aziendali hanno effetto su numerose attività aziendali come il marketing, vendite, CRM, HRM e pubbliche relazioni. Di conseguenza il blog è uno strumento che se ben gestito apporta risultati positivi in tutte la attività della supply chain.

La prima parte finisce qua. Abbiamo visto, molto velocemente come è diffidente il mercato circa lo strumento blog. L’introduzione del blog in azienda, possiamo vederlo come una volontà di cambiamento nel modo di pensare e operare da parte della “vecchia guardia”. Un cambiamento di cultura che come ogni cambiamento richiederà molto tempo. Voi che ne dite? Qualsiasi aneddoto e altro è ben accetto.

Ti è piaciuto il post? Votami su: Google Plus

By  


Lascia un commento

Iscriviti al blog tramite e-mail

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: