marketing

Aziende, abbiate parte attiva nel web.

7 Mar , 2010  

Oggi prendo spunto da un post di [mini]marketing dove dallo schema sottostante, si evidenzia una tendenza ormai “ben” nota nelle aziende.

Controllo online delle informazioni

Vorrei usare il termine di “brand knowledge” ossi tutte quelle componenti che rendono un brand noto, riconosciuto e desiderato dal target di riferimento.

Vorrei semplicemente rispondere alla domanda: “Siamo sicuri che i significati che la nostra azienda cerca di veicolare al suo pubblico della sua marca, siano effettivamente controllati dall’impresa?”.

La risposta è proprio racchiusa nel grafico di [mini]marketing.

Oggi, sempre più, possiamo dire che il brand non è di proprietà della marca ma, è di proprietà degli utenti, di coloro che entrano in contatto con la marca e si creano un’opinione, la stessa che può essere ben distante da ciò che l’azienda cerca di comunicare (Es. oggi la Toyota scrive nel suo web site:”Ogni auto prodotta è progettata con grande precisione: ciascun dettaglio è sottoposto a severi test di controllo durante tutto il ciclo produttivo, una particolare cura che si traduce nella straordinaria qualità delle vetture“, ma siamo veramente sicuri che i consumatori la pensino così?

Il brand non è di proprietà dell’impresa ma è degli utenti. Sono loro che definiscono ciò che è vero e ciò che non lo è, ed oggi, questi utenti, hanno la voce molto più forte. A tale riguardo vorrei citare le ultime ricerche portate avanti dalla società Forrester e presentarvi le seguenti tavole:

La società, evidenzia 7 segmenti di utenti. Ogni segmento ha un’approccio diverso al web, così come è ben specificato dallo schema soprastante. Tutte le percentuali sono andate ad aumentare se consideriamo gli anni passati.

Interessante è vedere come si differenzino i 7 segmenti, se il target da noi considerato è:

  1. utenti tradizionali;
  2. aziende(B2B).

Ecco lo schema:

Profilo Utenti tradizionali:

Profilo B2B:

In entrambi i casi, sia che trattiamo di B2B che di utenti tradizionali, 5 segmenti su 7 hanno parte attiva nel web. Questi sono segmenti che hanno una grande influenza nella modifica della brand identity (cosa è brand per l’azienda) e nella creazione della brand image (cosa è veramente brand per l’utente). Cinque segmenti su sette che devono essere visti come segmenti collegati fra di loro che hanno vita sul web e sui suoi mille applicativi (social network, blog, forum, community, email, mobile, altro).

Ritornando alla domanda: “Siamo sicuri che i significati che la nostra azienda cerca di veicolare al suo pubblico, circa la sua marca, siano effettivamente controllati dall’impresa?”, posso dire di no.

La marca ha una vita propria sia offline ma soprattutto online. Milioni di utenti hanno vita online, le loro azioni ben definite nei 7 segmenti di Forrester ci fanno comprendere la necessità delle aziende di monitorare la brand reputation soprattutto online, visto che oggi molti sono i tools che la rete consena, anche a basso costa, alle imprese, per aiutarle ad ascoltare i discorsi che gli utenti fanno sul brand.

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