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Posso offrirvi un caffè? Mandami la foto di una tazzina di caffè. Io la pubblicherò nel blog.

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post Posso offrirvi un caffè?

Febbraio 26th, 2008

Archiviato in: Il mondo secondo me — alessandro.casagrande @ 20:36

Per gentile concessione di Marco Bonomo

Posso offrirvi un caffè?

Quando si dice che il caffè è una bevanda esportata in tutto il mondo..

Click di text.nu

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post Baby killer o bambini soldato

Febbraio 24th, 2008

Archiviato in: Il mondo secondo me — alessandro.casagrande @ 17:56

Proprio ieri sera me ne vado a letto abbastanza presto, di ritorno dalla fiaccolata che i ragazzi di BLN avevano organizzato. Accendo il lettore mp3 e mi metto a vedere un film. Blood Diamond, proprio un bel film.

E’ la storia ambientata in Africa di un trafficante di diamanti e mostra la vita dei baby killer. Bambini soldato che imbracciano un’arma e uccidono dai 5 anni in su.

Baby killer

Africa, 300.000 sono i bambini arruolati in gruppi armati che combattono con la crudeltà, la spietatezza e la temerarietà di cui sono capaci i bambini innocenti.

Imbracciano Kalashnikow e vere bombe a mano, vestiti con divise per loro ancora troppo grandi e probabilmente non arriveranno mai a riempirle.

Bambini che vengono rapiti o persuasi ad arruolarsi in eserciti irregolari. Vengono drogati dai soldati che li hanno sottratti alle loro famiglie. Addestrati a uccidere, a torturare, a massacrare con coltelli maceti e robusti bastoni.

Molti stati hanno sottoscritto la Convenzione Internazionali sui diritti dell’ Infanzia ma c’è ancora molto da fare.

Susan, 16 anni dice:

“Un ragazzo tentò di scappare, ma fu preso. Le sue mani furono legate, poi essi costrinsero noi, i nuovi prigionieri, a ucciderlo con un bastone. Io mi sentivo male conoscevo quel ragazzo da prima, eravamo dello stesso villaggio. Io mi rifiutavo di ucciderlo, ma essi mi dissero che mi avrebbero sparato. Puntarono un fucile contro di me, così io lo feci. Il ragazzo mi chiedeva: ” Perchè mi fai questo?”. Io rispondevo che non avevo scelta. Io sogno ancora quel ragazzo del mio villaggio, che ho ucciso. Lo vedo nei miei sogni, egli mi parla e mi dice che l’ho ucciso per niente, e io grido.”

China 9 anni.

E’ stata rapita da un gruppo della resistenza ugandese. “Ho combattuto per sei anni, portavo i carichi più pesanti, cucinavo e uccidevo. Si, ho ucciso, in questo modo si diventa l’eroe del gruppo. Lo devi fare e basta: non c’è scelta.

Hassan Kamara 13 anni:

“Uccidevo per essere accettato e per paura di essere la prossima vittima”. Quando mi portarono nella foresta io divenni uno di loro e gli abitanti dei villaggi divennero il mio nemico. Ho cominciato a incendiare case, a tagliare mani e a uccidere tutti coloro che tradivano o si opponevano ai ribelli. Non è colpa mia, era la situazione del paese, mi dispiace per quello che ho fatto alla gente dei villaggi e prego il Signore di perdonarmi.”

Abbas oggi ha 16 anni:

“Quando incontravamo i soldati del governo li mutilavamo e li buttavamo per strada. Bruciavamo vivi gli abitanti dei villaggi che non si arrendevano. Violentavamo le donne. Mi ricordo una missione in particolare: eravamo tutti vestiti di nero, ci chiamavano i cobra. Abbiamo ammazzato tanta gente, poi l’abbiamo cucinata e ce la siamo mangiata.”

Ishmai soldato a 13 anni:

Dopo aver ingurgitato delle strane pastiglie bianche e aver visto la morte su tanti visi ed essersi imbrattato di sangue Ishmael riesce a sparare e a uccidere.

Nel 1996 il bambino soldato ha ormai quindici anni quando nel villaggio arrivare un camion Unicef . Dopo poche ore lui e alcuni altri ragazzi vengono “congedati”. Viene portato con gli altri in un centro di riabilitazione, ma l’astinenza dalle droghe a cui era, lui come gli altri, già assuefatto lo tormenta e la violenza si scatena in tutti quei ragazzini in cui il sangue che avevano sparso nelle battaglie sostenute quando erano soldati diventa una specie di ebbrezza e di incubo e i ricordi si ripresentano spesso impietosi.

Inizia la lunga e difficile opera di riabilitazione psicologica alla vita normale: la scuola, i rapporti umani, gli affetti.
Selezionato per presentare alle Nazioni Unite la situazione dei bambini.

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post IL TUO ROB: Return On Blog

Febbraio 20th, 2008

Archiviato in: BLOG a puntate — alessandro.casagrande @ 23:09

Debbie:

L’articolo di Tom Page afferma: “You have to be an exceptional expert at something that really matters” ossia devi essere un buon esperto di un tema che interessa. Nell’articolo sono usate delle vecchie ma utili frasi.

Il ROB serve per quotare qualcuno che ha qualcosa da dire di rilevante. Più l’argomento che il blogger intende trattare è rilevante, più il ROB della persona, aumenta. Certo il ROB può essere monetizzato. Es. Pago il blogger per partecipare ad un evento e dire la sua oppure qualche volta, qualcuno che ti segue da molto tempo e legge il tuo blog e ti vuole magari come suo consulente.

Ci sono poi tutta una serie di azioni che si “scatenano ” nel momento in cui il tuo ROB aumenta.

La prima cosa di cui potete accorgervi, è vedere i post del vostro blog scalare la SERP di Google.
Ne avrete come ritorno un migliore posizionamento del vostro blog e quindi del vostro brand.

Una delle più diffuse ragioni di bloggare è che le persone vogliono essere reperite anche in rete. Una persona scrive il tuo nome in Google e tu vuoi che a comparire nell’elenco ci sia nelle prime posizioni proprio il tuo nome.
Dalla tua, Tu vuoi controllare la tua identità in rete. Questo per le imprese è un risultato di Business.

Gestire bene il proprio ROB significa anche essere in grado di controllare cosa apparirà sullo schermo alle persone che cercano il tuo nome, il tuo brand in un motore di ricerca. Ricordiamoci che questo è quello che capita tutti i giorni dove le persone inseriscono il tuo nome o il nome del servizio, prodotto all’interno di un motore di ricerca con la speranza di trovare determinate informazioni.

Questo è un modo di lavorare che permette di far avere al “cliente potenziale” tutta una serie di informazioni che sicuramente te non troverebbe così fresche in un normale sito statico, informazioni che magari non apparirebbero sui risultati della ricerca con Google perchè Google ama i contenuti freschi. L’algoritmo di Google ama i blog e i loro post, se ben fatti.

Nina:

Esistono dei parametri da inserire e/o osservare nel blog?

Debbie:

Osservo se la gente lascia commenti. Ho una fissa per i commenti.
Guardo sempre il ranking del mio blog su Technocrati.com. Il mio punteggio sale e scende. Il mio blog è 42 esimo nella Advertising Age list. C’è un po’ di vanità qui. Io voglio che la gente veda il mio blog per un come Popular blog.

Uno strumento che adoro e che è completamente free è Google Analytics. Lo raccomando a tutti. Può essere installato facilmente su blog su www.TypePad.com o www.WordPress.com . E’ uno strumento di misura che vi da visivamente, da dove viene il vostro traffico, che browser usano i visitatori e da che giri hanno fatto prima di arrivare al tuo post. Es. se del tuo articolo se ne parla in un giornale, tu vedrai da Google Analytics chi ha letto l’articolo.

E’ uno strumento interessante che ti fa comprendere a cosa le persone sono veramente interessate e cosa leggono nel tuo blog e su che articoli ritornano. Capisci così quali sono i post più interessanti, post che tu puoi inserire nella colonna destra o sinistra del tuo blog sotto la voce: “I post più visti”.

Clicca qui per scaricare la guida su Google Analytics

Utilizzando le statistiche,dai agli utenti attenzione.

Goggle Analytics è lo strumento che io prediligo. Puoi vedere da che Paese vengono i tuoi utenti e quando ( time ) accedono al tuo blog.

Se ti rendi conto di avere visitatori in da il mondo allora è tempo di fare un viaggio in Cina e vedere se sei in grado di posizionarti anche li con il tuo blog.

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post Asus Eee Pc

Febbraio 17th, 2008

Archiviato in: Il mondo secondo me — alessandro.casagrande @ 16:32

Ve lo ricordate il  mini portatile della nipote dell’ispettore Gadget? Ecco, a me è venuto subito in mente quando Aldo mi ha fatto vedere il suo nuovo acquisto su Media world.

Trattasi del minicomputer dell’ Asus EeePC 701 prima presentato in pochissimi siti, adesso lo si trova un po’ ovunque soprattutto nella blogosfera tanto che già le compagnie telefoniche fanno lotta per accaparrarselo.

Asus Eee

Tutti i magazzini in Italia sono andati a esaurire il mini computer  e sia io Che Aldo siamo rimasti a bocca asciutta. Bisogna aspettare a marzo.

L’altro giorno, novità, anzi grande novità, sembra che in un negozio vicino a casa ne arrivino ben tre di cui uno disponibile allo ” sfrazzo “.

E’ il mio sogno avere un minicomputer così, un po’ perchè mi sentirei anche io come l’assistente di Gadget ma soprattutto perchè potrei portarmi tutti i miei bit sempre con me e potenzialmente sarei sempre connesso.

Prossimo fine settimana alleggerisco il portafoglio se e solo se riesco effettivamente a provare il minicomputer.

Voi che ne pensate? Datemi una mano che io di computer non è che nè capisca poi così tanto.

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post O casa o Pechino

Febbraio 14th, 2008

Archiviato in: Il mondo secondo me — alessandro.casagrande @ 20:54

25 Luglio 2008: Leggete i commenti e capirete la NON professionalità di questa azienda

Oggi Ale è stato ad un colloquio.

Mattina, tutto di fretta mi sono svegliato prestissimo per eliminare tutta la barba che in questi giorni di sola tesi mi era spuntata su tutto il viso e via. Un’ora di Tom Tom ed ero davanti all’ingresso dell’azienda. Attendo.. attendo mezzora e poi eccolo che arriva.

Ambiente: piacevole e luminoso. Moderno ma comodo. Relazionale ma con qualche punta.
Lui: elegante ma pratico, barba appena fatta con i segni sulla camicia, fede e bimbi, commerciale ma umano, ottimo compagno di banco.

Ascolto, parlo, chiedo e ricevo tutta una serie di informazioni da valutare.

” Vedi tu, pensaci e facci sapere, l’offerta è questa che ti ho appena detto”, questo quello che mi sento dire a fine colloquio.

Si tratta della Cina, ragazzi. Un anno in Cina a lavorare. Se dico di si, si va via e prima di 12 mesi non si ritorna.
Adesso devo scegliere, o no o vado. Diciotto ore e atterro a Pechino e il giorno dopo si inizia.

Si va o si resta?

Via andare :-)

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