E’ iniziato così il tanto atteso giorno di riposo domenicale. Sveglia tarda perchè la cena della sera precedente è finita in netto e piacevole ritardo(ancora complimenti al dottor Riccardo Scandolo), monto nella mitica punto blu che ormai è diventata un magazzino mobile a causa di quelli di bellunolanotte, e vaddo a prendere il mio amico, sperando di non trovarlo tutto ignudo come mamma l’ha fatto a prendere il sole bello oliato come se fosse la braciola prima della grigliata. Ovvio il mio ritaro di circa 1 ora ma avevo dei problemi con il blog. Va bè.. dove si va a mangiare? Alla festa de l’unità poco distante da la.
Relax è la parola d’ordine. Al banco veniamo acolti da una tipa di colore con la maglietta verde, bella chiazzata sotto le ascelle(mamma mia), ma la cosa più strana è stata sentire chiederci:”Tolè cosa tosat?”, in pieno dialetto Veneto:).
Arriva così anche il primo giro di birre medie che per dire la verità è andato giù. Pastin, polenta, capuz, patate… Belin bisogna avere qualcosa che frizza per sturare.
La sagra proseguiva con i suoi tempi e ritmi scanditi dal “Vecio”, il musicista da noi soprannominato così, che con i suoi 80 anni cantava e se la rideva di più di noi. Si aprono le danze con ballerini improvvisati e cantanti ancora più improvvisati. Tutti stonano, perfino le casse del musicista fischiano ma il “fastidio” non era di casa.
Faccio per allontanami dal tavolo e che ti trovo li?? Un’ altra birra nuova di zecca!! Il mio amico aveva ben pensato di ordinarne altre due. Dannazione non ne avevo proprio voglia ma, non si beve mai da soli.
Per le donne vige la regola:”In bagno sempre in due”, per l’uomo la regola trasla sul bere. Ma io non ne avevo voglia!!! Anche perchè la birra non è che mi garbi. L’immagine che ho del bevitore di birra è di un vecchio con camicia corta tirata al massimo dalla pancia strabordante col bottone che urla pietà. Non è il massimo. Qundo bevo birra sento la pancia che si gonfia e tira tantissimo. Una sensazione veramente bruttissima. Comunque non crediate che l’abbia bevuta tutta, un pò per volta quando il friend si distraeva a veder la colombiana ballare gli versavo dei cichetti nel suo bicchiere. Ecco fatto, 1 a 0 per me.
Via andare è ora di passare in altri posti e di scacciare le numerose vespe introdottesi nella mia macchina. Seconda tappa, seconda sagra. Tempo di viaggio utile: 5 min netti e spaccati!! Questa volta veniamo accolti da un vecchio carico che col suo bastone da sostegno più che bastone da passeggio, ci spara addosso, urlandoci tedeschi, tedeschi(la birra altera i pensieri). Mi distraggo giusto un attimo ad ossservare quanto fosse lungo un cane che BlaM!! Birrona media fra le mie mani, gentilmente offerta dal mio caro amico!! Dannazione, la vuoi smettere di darmi da bere?!! Sono arrivato a berne quasi metà osservando il rinomatissimmo torneo di calcetto balilla, combattutissimo. Il premio era l’onore del Paese e qualche chilo in salame ed affetati vari. I giocatori hanno dato il cuore per vincere ma c’era il king.. Quello che dalle nostre parti viene definito “lè lù”, ossia “è lui”. Indica il “personaggio del Paese”, la macchietta. Dovevate vedere l’espressioni della faccia che faceva mentre vinceva il torneo. Impressionante, la muscolatura facciale era tutta contorta. Sudore a fiumi e via andare mi vince il torneo. Subito premiato da una bella birra fresca servita e scolata in un batti baleno.
E così me ne torno a casa. Credo che sta sera non cenerò alla sola idea di quei bicchieri di plastica con dentro birre stra gassata mi viene la nausea. Rimane il fatto che mi son divertito. Caspita, quel cane era veramente lungo e il nonno col bastone era veramente carico…
Vi lascio in compagnia di un sito veramente particolare e a tema:
http://www.labottegadellabirra.it/